c
917
2
"E quante volte hai perdonato qualcuno, solo perché avevi paura di perderlo?"
"Tagliamo e uccidiamo i fiori perchè pensiamo che siano belli.
Tagliamo e uccidiamo noi stessi perchè pensiamo di non esserlo."
"E ti mostro le spine, per non farti vedere i petali che cadono."

New blog:) xx

"Chissà come ci si sente ad avere la pancia piatta e le gambe magre."
"Siamo cosi abituati ad aiutare le persone che non pensiamo mai a noi stessi, non ci soffermiamo mai un momento a pensare a noi, a come stiamo e a cosa vogliamo.
Mi sono deciso ad aiutarmi da solo e mi sono messo davanti ad uno specchio.
-Ciao mi chiamo Luca, ho 18 anni e a Novembre ho cominciato a tagliarmi..
-Perchè lo hai fatto?
-Credo per paura, per amore e per delusione..
-Spiegati meglio.
-Una mia amica, la mia ombra, stava male e non me ne ero accorto, si tagliava da mesi e non me lo ha mai detto..
-Come lo hai scoperto?
-Per caso, era una domenica stavamo facendo una videochiamata e lei mi ha detto “Posso mostrarti una cosa? Però non t’arrabbiare!”, ho annuito e ha tirato su le maniche della maglietta, aveva cosi tanti tagli che cominciai a piangere.
-E poi?
-Poi, ne ho fatti anche io, la sera dopo…Pensavo che facendo cosi il suo dolore se ne andasse o per lo meno si alleggerisse con il mio.
-Ha funzionato?
-No..
-Hai continuato?
-Si..
-Perchè?
-Pensavo fosse la soluzione più semplice..
-Lo era?
-No..
-Continua a parlarmi di te.
-A Dicembre, ci siamo baciati, due volte..Pensavo di avere rovinato tutto..
-È stato cosi?
-Si-
-Continua.
-A capodanno lei si baciò con un altro, da quel momento il mio corpo ha sentito qualcosa di diverso.
-Gelosia?
-Omicidio.
-…
-Stà di fatto che dopo quel giorno mi staccai, facendo l’errore più grande della mia vita..
-Perchè?
-Dopo tre settimane che non ci scrivevamo, non ci parlavamo e niente, la visi a scuola…
-E poi?
-Era bellissima, nel suo essere triste, era perfetta.
-E poi?
-Poi sono salito in classe, ho chiesto alla prof di andare in bagno e mi sono distrutto un braccio intero…Settanta tagli, su tutto il mio braccio destro, la camicia perdeva sangue, troppo.
-Lo hai fatto per lei?
-No.
-Perchè lo hai fatto?
-Perchè l’ho abbandonata.
-Continua.
-Sono tornato, non c’e la facevo più, stavo morendo.
-E lei?
-Mi è venuta in contro.
-Quale è il problema che hai allora? Le cicatrici?
-No, anzi..Ho trovato il coraggio e ho affrontato mia madre dicendole dei tagli, è stato strano ma liberatorio, le ho mostrato le cicatrici che avevo su tutto il braccio e sulle varie parti del corpo.
-Ora come stai?
-Non provo nulla.
-Apatico?
-Si.
-Cosa hai intenzione di fare?
-Quello che faccio sempre.
-Cioè?
-Mettermi una maschera e andare avanti, finchè non troverò qualcuno che me la tolga.
-Può essere la tua “ombra”?
-Non mi metterei mai la maschera quando sono con lei.
-Perche?
-Perchè lei è la mia soluzione, la mia medicina, la mia cura.
-La ami?
-…"

ricordounbacio (via ricordounbacio)

le lacrime,
la dolcezza

(via maredivetrirotti)

"La ami?"

"…"

(via siamo-tutti-un-capolavoro)

promettimichetiprenderaicuradime:

Lo devo scrivere nel bagno della mia scuola.
"In Giappone quando si riparano le ceramiche rotte, non si nasconde il danno ma lo si sottolinea, riempiendo d’oro le linee di frattura. Perché credono che quando una cosa ha subito un danno e ha una storia, diventi più bella."